Filippo Scimeca

Filippo Scimeca

E’ nato in Sicilia a Baucina (PA). Diplomato al liceo artistico di Palermo, successivo conseguimento della laurea in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti con lode.

Ha insegnato Scultura dal 1968 al 2010, ininterrottamente, nelle accademie di Palermo, Torino e Milano. Da ottobre 2010 è professore ordinario di scultura a riposo presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.

Il 06 settembre 2012 è stato insignito dall’amministrazione comunale del suo paese natìo dell’onorificenza di cittadino emerito. Svolge l’attività di pittore e scultore sin dal 1965 e nella sua vita ha collocato numerosi monumenti pubblici fra cui “Il monumento ai caduti di Milena” ( CL ) del 1981, in bronzo e acciaio e alto cm 500, e il monumento ”Mater Semper “ a Borgetto (PA) del 1988, delle dimensioni di cm 100x120x400.

Sue opere sono presenti in molte collezioni private, musei, pinacoteche, fondazioni e biblioteche in Italia e all’estero. Nella sua lunga carriera ha anche sviluppato delle tematiche di arte sacra in diverse chiese, realizzando molte opere tra le quali una grande via crucis in bronzo per la chiesa di San Gregorio Papa a Palermo.

Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero e realizzato molte personali, tra cui quella del Palazzo della Permanente a Milano, del 2010.

Oltre a numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, è presente anche nei seguenti volumi: Giorgio Di Genova “Storia dell’Arte Italiana del ‘900” ed. Bora; Giorgio Bonanno “Novecento in Sicilia” ed. Serpotta; Catalogo Mondadori “Catalogo degli Scultori italiani del 2009 e 2010” Giorgio Mondadori editore; Eugenio Rizzo e Maria Cristina Sirchia “ Scultori Siciliani del XIX e XX sec. “ Dario Flaccovio editore 2009; Catalogo Sartori “Catalogo d’Arte moderna e contemporanea” Arianna Sartori editore 2012; Claudio Cerritelli “Voci della Scultura” ed. La città di Brera 2012; Catalogo Sartori “Catalogo d’arte moderna e contemporanea” Arianna Sartori editore 2013.

Filippo Scimeca vive a Milano ed opera in via Giacomo Zanella n°54, 20133 Mi, tel 02 70002250 mob. 339 2904767

 

Nota critica di Francesco Carbone
La fervida immaginosità di Scimeca vuole spingersi nel tentativo, perfino malioso e struggente, di superare l’impatto fisiologico con i cinque sensi, con i loro confini divenuti ora, secondo lo stesso Scimeca, limitati e insufficienti. Tra concetto speculativo ed ipotesi estetica (dentro questa suggestiva contraddizione), Scimeca richiama i postulati di uno spazio indipendente ed assoluto all’interno del quale la materializzazione delle forme , appunto perché enunciate e fuggevoli nelle loro sintesi formali non sono contenuti, oggettivazione della cosa, senso e tattilità della materia, ma essenza provvisoria del dato plastico, momentanea idealizzazione visiva di un segno o di un codice altro che evocano, senza precisarlo, un più illimitato concetto di spazio. (“ lo spazio oltre lo spazio”). Accade in tal modo che la più approfondita ricerca di Scimeca sia nel versante della scultura, come in quella della pittura e della grafica in generale, muovendo da una diversa concezione dello spazio, tenda conseguentemente ad assumere un altrettanto originale rapporto con gli altri elementi che costituiscono il tessuto connettivo del suo lavoro, cioè quelli che si riferiscono al tempo, alla geometria, alla percezione, al movimento, alla luce, al colore alla struttura. Se lo spazio, dunque, supera se stesso, va “oltre lo spazio”, come afferma Scimeca, allora esso non fa parte di un sistema inerziale che vuole uniformare e regolare il tempo sulla base dei propri parametri, ma viene dedotto, nelle opere di Scimeca, non come una qualità posizionale statica dell’oggetto materiale del mondo, bensì in quanto spazio nè reale né irreale che superamento delle geometrie euclidee stabilisce