Renato Natale Chiesa

Renato Natale Chiesa

Renato Chiesa: L’animo e la natura nella surrealtà cosmogonica ” … Una creativa compenetrazione che la pittura di Renato Chiesa realizza acutamente nell’inventiva espressione dei suoi dipinti. Essa affiora in opere ricche di colore, di gestualità e di una forma che si fermenta al ritmo incalzante di continue e pirotecniche trasgressioni. Osservando queste immagini si comprende d’acchito come una sensibile ricerca di libertà e di movimento costituisca il fondamento su cui si basa la ricerca dell’artista. Renato Chiesa punta alla valorizzazione del movimento in termini spaziali e plastici in questa tensione essenziale è la funzione della luce e dei colori. Elementi che nella pittura sono concepiti carichi di vitalità. Ed è propria vitalità che crea la realtà dello spazio, la sua futuribile eppur presente armonia. L’immaginazione concreta, visibile nelle sue evidenze formali, tonali, è l’estrema metodologia d’intervento di linguaggio che ha le sue più autentiche motivazioni nell’inconscio: il luogo primigenio dell’ animo umano in cui si formano inconsapevolmente paure e desideri, speranze e turbamenti. Una massa infinita e spesso oscura di sentimenti, sensazioni, concetti, idee che il pittore filtra e sublima nella dimensione cristallina della forma, nella forza trascinatrice dello stile. Se si dovesse presentare una definizione dell’Arte di Renato Chiesa, interpretarla come una raffinata introspezione-cosmico-surreale, sarebbe un modo assai pertinente di classificare i caratteri originari della sua espressione figurativa. Nelle sue opere la rappresentazione dei paesaggi interplanetari è immersa in una dimensione fantastica algida, impreziosita da una succosa liquefazione iper uranica che si distribuisce tra i vapori atmosferici e solidificazioni cristalline nell’insieme delle composizioni …”.
Teodosio Matteucci

Transfiniti fondali intorno al cuore del caos accendono ordinati display dove urla un silenzio perfetto Energiche suggestioni da arcane distese di stelle abitate solo da orbite di colore .Trasparenze di roccia e lucori di lucidi bolle producono sospensioni interiori oltre la stessa velocità delle molecole, oltre gli anni-luce catturati tra le setole dei pennelli, fra le pieghe delle mani di un artista che insegue da sempre le curve della perfezione attraverso una cifra espressiva articolata sulle scie lancinanti del blues cosmico .Paesaggi cui il maestro ha saputo infondere l’eco di fondo di ardite architetture liriche, di magie scavate con liquido e ordinato rigore in fondo al cuore stesso del caos .Senza perdere di vista il piacere viscerale e dirompente della figurazione Renato Chiesa riesce a trasmettere insieme anche le diafane sfumature dell’astratto e del concettuale . Traspare delle sue composizioni per molti versi accostabili a eroiche partiture per corno e archi, il suo trascorso da sperimentatore e il suo gusto per il restauro quasi volesse operare un restyling definitivo sui vecchi mondi alla deriva in questo sterminato spazio-attimo . La tensione e ben viva e visibile, al limite delle leggi della fisica e dell’Arte. Le sue sfere hanno la superficie levigata, la forza del ghiaccio, il fascino dell’informale, la grazia di un cortometraggio d’autore francese. …”.

Norman Zoia