Togo

Togo

Togo (Enzo Migneco) nasce nel 1937 a Milano ove vive e lavora. Dipinge dal 1957 mentre è alla fine degli anni ’60 che inizia la ricerca nel campo dell’incisione. La sua prima mostra importante è alla Galleria 32, a Milano, nel 1967, presentata da Raffaele De Grada, alla quale, nel capoluogo lombardo, seguiranno personali alla Galleria Diarcon, Palmieri, Annunciata, Palazzo Sormani, Aleph, Bonaparte, Università Bocconi, il Torchio, Centro dell’Incisione presentate via via da Enzo Fabiani, Paolo Volponi, Alberto Cavicchi, Paolo Bellini, Giorgio Seveso, Luciano Caramel, Tommaso Trini, Sergio Spadaro, Francesco Poli. Nel 1971 a Palermo, durante la sua personale alla Galleria La Robinia, di Rita Di Piazza, conosce Leonardo Sciascia che si dimostra interessato al suo lavoro. Nel 1982 espone a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Wroclaw in Polonia e ad Helsinki in Finlandia. Nel 1985 espone a Taipei, Fine Arts Museum, Biennale Internazionale di Incisione. Nel 1989 la città di Messina gli dedica un’antologica curata da Lucio Barbera e nel catalogo delle Edizioni Mazzotta appaiono i testi critici dello stesso Barbera, di Paolo Bellini e Luciano Caramel. Nel 1993 espone, con Marzulli e Faini, a Perth (Australia) all’annuale Fiera dell’Arte. Nel 1995 Vincenzo Consolo gli dedica una testimonianza per la mostra di Incisioni allo Studio di Arte Grafica di Milano.Nel settembre del ’98 è invitato da Lucio Barbera a “La Sicilia è un arcipelago” mostra che nasce all’Acquario di Roma e viene ospitata poi a New York, Palermo e Messina. Nel 1999 espone 20 tele al Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel 2000 gli viene assegnato a Roma il Premio “Antonello da Messina” per le arti figurative. Dal 1999 al 2004 è stato titolare della Cattedra di Incisione presso l’Accademia di Belle Arti ” Aldo Galli” di Como. Nel 2000 la tesi di Laurea di Erminia Felletti a Brera ha come titolo ” Togo, luce, musica e colore”. Relatore il Professore Andrea del Guercio. Nel 2010 espone alla Galleria San Carlo di Milano, presentato in catalogo da Francesco Poli e nello stesso anno è all’ Università di Messina con una mostra antologica curata da Teresa Pugliatti e Luigi Ferlazzo Natoli. È invitato da Vittorio Sgarbi e Giorgio Grasso alla 54ª Biennale di Venezia. È pubblicato, per le Edizioni del Gabbiano e la Fondazione Bonino Pulejo, un volume di racconti di Franco Arcovito e riproduzioni di dipinti di Togo ” Le 7 sorelle – the aeolian islands”. Il Comune di Sant’Agata di Militello (Me), nell’agosto del 2012, organizza una sua mostra personale nelle sale del Castello Gallego; in catalogo una presentazione di Angela Manganaro. Nel gennaio 2013 espone all'”Orientale Sicula” di Messina. Nel febbraio del 2014 una sua grande opera” Veloce come un treno”, donata alle Ferrovie dello Stato, è esposta in maniera permanente nella Stazione di Messina. In agosto espone una serie di opere dipinte a quattro mani con Michele Cannaò alla GADAM di San Marco d’Alunzio (Me). Saverio Pugliatti lo presenta a ” Furnari Arte” nei locali di Palazzo Marziani. È invitato da Vittorio Sgarbi alla Rassegna “Artisti Siciliani” a Favignana, Palermo e Catania. Nel dicembre dello stesso anno l’Amministrazione Provinciale della città di Messina organizza una sua mostra nei locali del prestigioso edificio “Monte di Pietà”. In catalogo una testimonianza di Vincenzo Bonaventura. E’ invitato da Valerio Lombardo a partecipare al progetto “Container Arte”, nell’ambito delle manifestazioni dell’EXPO di Milano. Nel marzo del 2016 espone le sue opere neglii spazi della Ex Filanda di Soncino, invitato dal Rotary Club e presentato in catalogo da Vincenzo Zuccaro. Fa parte, dal 2002, dell’Associazione Roberto Boccafogli, adesso Associazione Livia e Virginio Montani.

Critica
Da altri critici è stato ben rilevato che l’arte di Togo si è mossa con grande sensibilità, e con ampio anticipo sulla Transavanguardia, in una visione d’identità antropologica che privilegia le radici culturali di un luogo contro gli scambi sradicati del cosmopolitismo artistico.

Caramel e Barbera in particolare hanno sottolineato le sue precoci sintonie con la poetica transavanguardistica del “genius loci”, dell’appartenenza a un deposito di figure e stili.

D’altro canto De Grada aveva già notato in precedenza, a proposito di una fase d’impressionismo togoano, che l’artista poteva essere avvicinato a certa arte latino-americana: per l’orgoglioso senso di eredità, io sospetto: per l’acuto sentimento di nostalgia liberata dal canto che l’indigeno brasiliano chiama “saudade”.

Senonché, la poetica del”genius loci” ha rappresentato un alibi per il conservatorismo e l’indigenza creativa di molti epigoni della Transavanguardia. Una visione antropologica che si richiama alle origini dev’essere evolutiva e coraggiosamente utopica assai più di una qualsiasi fuga in avanti avanguardista. Le radici tratte dall’oblio costituiscono un altrove e un’utopia che comunque sono, esistono, che comunque ci precedono. Per riviverle, bisogna prima reimpiantarle.

E’ quel che ha fatto Togo fuori dall’insularità mediterranea e siciliana, in una città come Milano anch’essa incline al senso del clan e della famiglia che è un tratto caratteriale di questo artista più che della sua terra d’origine, al centro degli scambi in Europa.

Ha affondato le sue origini dall’ormai lontano Mediterraneo, ben insulare rispetto ai centri di potere mondiale, anzitutto nella sua pittura: non diversamente da Matisse. E riponendo le sue radici al centro della sua opera, ha contribuito ad assottigliare lo sradicamento ontologico che fonda la pittura stessa: il suo essere per sempre altra e distaccata rispetto alla vita.

Tommaso Trini, 1993